Communications

Lettera del Presidente

 

Alcune idee sul futuro della SITES

La missione principale che la SITES (Società Italiana degli Economisti dello Sviluppo) si è data al momento della sua relativamente recente (Novembre 2011) costituzione  è il rilancio della Economia dello Sviluppo in Italia, attraverso la produzione e la disseminazione di nuove conoscenze. La SITES si è proposta di svolgere tale missione, contribuendo a costruire una comunità di ricerca, basata su un network di studiosi e di istituzioni e perseguendo attività di ricerca e formazione, di comunicazione e impegno sociale.

Ai soci promotori che quattro anni orsono hanno iniziato a discutere e valutare le ragioni e i costi per l’organizzazione di una tale associazione è sembrato che le opportunità e i benefici associati al coordinamento dei processi di produzione e disseminazione della ricerca dovessero prevalere sui rischi e sui costi che tale coordinamento avrebbe richiesto. Dopo quattro anni ritengo che la scelta fatta abbia avuto buona visione e buoni risultati.

Il lavoro di Andrea Cornia e di Beppe Folloni e degli altri componenti del direttivo è stato orientato in questi primi anni all’organizzazione di momenti importanti che hanno permesso l’emergere di canali strutturati di comunicazione della ricerca tra i soci (conferenze)  e della formazione (scuole a tema e  dottorato) di  giovani interessati ai temi dello sviluppo economico. Nell’ambito di queste attività i soci anche se già impegnati su temi di ricerca contigui, ma che avevano in passato avuto poche occasioni di attività comuni, hanno avuto modo di conoscersi ex-novo o di incontrarsi nuovamente su basi differenti. Hanno avuto la possibilità  di confrontarsi con studenti, ricercatori e colleghi in modi che ritengo stimolanti e produttivi. Insomma, mi pare che abbiamo dato vita ad una interessante novità nel panorama della ricerca economica in Italia.
Certamente le condizioni in cui si muove un’associazione che promuove la ricerca in Italia non hanno facilitato in questa prima fase le attività di coordinamento. Ritengo che l’obiettivo principale per i prossimi anni debba essere quello di consolidare i risultati raggiunti ed avviare una nuova fase di maturazione. Auspico che il presidente, il segretario, il direttivo uscenti e i soci promotori possano continuare a dare il proprio prezioso contributo.

Il processo di consolidamento e maturazione della SITES dipenderà dalla nostra capacità di creare le condizioni per sviluppare un modello associativo originale basato sulla qualità della ricerca e della didattica, sulla connessione con le istituzioni nazionali e internazionali impegnate sui temi dello sviluppo e sulla creazione di un forte senso di identità.
Ho la ferma convinzione che il processo di maturazione di questa associazione si stia compiendo, passo passo, giorno per giorno e che questi obiettivi siano assolutamente raggiungibili. Sulla base di questo rinnovato impegno, coinvolgendo anche una massa critica di forze nuove, la SITES potrà continuare a sostenere e sviluppare ulteriormente programmi di ricerca e di formazione, strumenti di comunicazione, anche interattivi, e incontri periodici nazionali e internazionali.

Per il raggiungimento di tale obiettivo ritengo che l’attività debba essere concentrata su alcuni punti strategici.
1.  Consolidamento del modello organizzativo, usando come strumento di partecipazione e coinvolgimento progetti coordinati sulla base di una delega specifica ad un socio, che in quanto tale, entrerà anche a far parte del direttivo.

2. Sviluppo delle attività di scuole e conferenze.  La scuola estiva creata dalle tre università di Trento, Verona e Salerno sotto il patrocinio della SITES è un primo modello per le attività di formazione, e così è la più recente iniziativa per la realizzazione di un programma nazionale di dottorato in Economia dello Sviluppo. A fianco di queste iniziative dovranno crearsi altre forme di alta formazione e di partecipazione ad attività di disseminazione della ricerca, quali seminari per dottorandi o per giovani ricercatori, corsi speciali e workshop.

3. Attività di focalizzazione del potenziale di ricerca degli associati intorno a temi di comune interesse. Intendo verificare la possibilità di formare Focus groups su temi in cui possano integrarsi competenze esistenti ( sui dati, sugli strumenti econometrici, sulla teoria e sugli assetti sociali politici e istituzionali) per coordinare l’attività di ricerca e formazione su specifici paesi e aree (Sud America, Africa, Sponda Nord del Mediterraneo), ambiti di ricerca  (gender, povertà e disuguaglianze, esclusione e mobilità sociale, imprese, mercati agricoli, sanità, transizione demografica e sicurezza e protezione sociale, sicurezza alimentare, conflitti e aspetti di political economy). Siamo una piccola e giovane associazione, non pensiamo di poter aspirare a coprire tutti i temi che sono fatti rientrare normalmente nell’ambito di questo settore. Riteniamo tuttavia che il potenziale degli associati possa esprimersi su un preciso sottoinsieme di essi a livelli certamente comparabili con quelli dello stato dell’arte a livello internazionale.

4. Consolidamento della SITES sul fronte delle attività di networking, comunicazione e formazione. Una nuova serie originale di contributi di ricerca (gli “ IDEAS Working Papers ”) è stata predisposta. Occorre costruire le condizioni per cui gli associati abbiano incentivi chiari a comunicare gli esiti della propria attività di ricerca e le propria identità su questa piattaforma editoriale. In prospettiva, dovremo tentare di avviare su quella base una precisa politica di pubblicazioni periodiche e non, sia per numeri speciali di riviste internazionali di sviluppo, sia per una rivista propria.

5. Queste attività andranno radicate  in maniera sistematica alle conferenze e ai workshop dell’associazione già in essere. Avremo necessità di nuove forme di sostenibilità economica basate sull’autofinanziamento e sulla realizzazione di partnership nazionali e internazionali. Rafforzata l’identità del gruppo e la rete di attività di cui ai punti precedenti sono fiducioso che forme di partnership potranno essere attuate in collaborazione con organismi internazionali quali la Banca Mondiale, la FAO e l’UNICEF e i programmi di cooperazione allo sviluppo delle istituzioni italiane pubbliche e private. Si tratta semplicemente di agevolare e valorizzare la volontà di mettere in rete e coordinare la capacità organizzativa dei singoli progetti  e dei singoli ricercatori.

Nel 2011 non era affatto scontata, e probabilmente non lo è ancora, l’idea che il percorso migliore per il rilancio di un settore di studi e il coordinamento delle attività di ricerca dei singoli fosse da radicare su una realtà nazionale come la Sites, piuttosto che decentrato su piccole reti locali integrate con l’estero ma basate sui Dipartimenti di appartenenza dei componenti associati. In un certo senso le dinamiche interne del finanziamento e dell’organizzazione della ricerca e della didattica in Italia hanno aperto spazi importanti per l’attività di soggetti come la Sites. Ritengo che essa non solo abbia senso, ma sia preziosa. Da tutto ciò emerge la mia personale e ferma convinzione che il futuro della Sites esiste già. Bisogna solo afferrarlo.

 

Pasquale Lucio Scandizzo